Jaume Plensa | Il suono del sangue parla la stessa lingua

Anno: 2004 | Artista: Jaume Plensa | Progetto: Il suono del sangue parla la stessa lingua | Curatore: Lorenzo Benedetti

La frenesia del mondo contemporaneo spesso ci persuade dall’abbandono al tempo morto, un mare calmo e isolante dove ci si arrende all’ascolto della propria interiorità. La percezione derivante dai sensi si amplifica fino ad anestetizzarsi nella quiete della consapevole partecipazione all’universale. La singolarità dell’esperienza individuale si sovrappone dunque alla ciclicità delle vicende umane creando una coscienza assoluta. Jaume Plensa ricrea negli spazi della Fondazione VOLUME! i presupposti per concedere al visitatore la possibilità di intraprendere questo tipo di riflessione. La situazione è definita da una luce rossa soffusa che si diffonde uniformemente in tutto l’ambiente. Si giunge poi in una stanza dove appaiono in dissolvenza tutte le lettere del mondo accompagnate da un suono registrato dall’artista in cinque punti del suo corpo attraverso un eco-doppler. Lo stesso macchinario è posto in una camera totalmente impersonale per permettere ai visitatori di ascoltare il proprio sangue e riceverne il grafico. Dunque l’universalità si traduce nella lingua che accomuna tutti gli uomini, il suono del sangue che scorre che annulla ogni differenza.