Volume! è un attrattore quasi alchemico di energie. I progetti degli artisti che vi hanno lavorato
hanno dato vita ad uno spazio che si apriva e si richiudeva con tempi e modi di volta
in volta variabili. Uno spazio aperto ad un futuro senz'altro differente e non programmabile.
La non programmazione è una delle caratteristiche cercate fin dall'inizio della storia di
Volume!.
Non ci sono mai state date fisse o prestabilite, né volontà di scadenze precise.
Evitare l'effetto "galleria d'arte" a
Volume! è stato un imperativo prima di tutto morale.
Nessun mecenatismo dunque, né logica di investimento, se mai investimento esclusivamente
culturale.
Con queste prerogative e a queste condizioni Volume! non poteva che essere uno
spazio privato che diveniva pubblico, dovendo però rispettare innanzitutto il tempo dell'artista,
della sua opera e di un incontro fra persone, con tutte le necessarie contraddizioni e i piaceri
connessi.
Ne è nato un che di forse poco "classificabile", che, suscitando un interesse
oltre ogni migliore aspettativa, ricco, vivo e soprattutto sentito, ha generato qualcosa
di indefinibile che è andato ben oltre il confronto e il piacere individuale.